Generatori di calore a biomassa

Impianti di climatizzazione con generatori di calore a biomassa

L'intervento consiste nella sostituzione di impianti di climatizzazione invernale in edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, o di riscaldamento di serre esistenti e fabbricati rurali esistenti, alimentati a biomassa, a carbone, a olio combustibile o a gasolio, con i seguenti generatori di calore:

  • caldaie a biomassa di potenza termica nominale inferiore o uguale a 500 kWt o superiore a 500 kWt e inferiore o uguale a 1000 kWt;
  • stufe e termocamini a pellet o a legna;

Per le sole aziende agricole è incentivata oltre la sostituzione, l’installazione di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore tra quelli sopra elencati. In tali casi è consentita l’installazione anche come integrazione di un impianto esistente previa presentazione di un’asseverazione redatta da tecnico abilitato che, tenuto conto del fabbisogno energetico, ne giustifichi l’intervento. Per i soli interventi effettuati in aree non metanizzate, esclusivamente dalle aziende agricole che effettuino attività agroforestale, è ammessa agli incentivi la sostituzione di generatori di calore alimentati a GPL con generatori di calore alimentati a biomassa che abbiano i requisiti tali da ottenere un coefficiente premiante riferito alle emissioni di polveri pari a 1,5. Le Regioni possono limitare l’applicazione di tale deroga nel rispetto dell’articolo 3 quinques del D.Lgs. 152/06.

Di seguito sono riportati:

  • Soggetti ammessi all'incentivo ;
  • Criteri di ammissibilità per accedere all'incentivo ;
  • Spese ammissibili ai fini dell'incentivo ;
  • Calcolo dell'incentivo ;
  • Durata dell'incentivo ;
  • Documentazione da allegare sul "Portaltermico" ;
  • Documentazione da conservare .

Soggetti ammessi Articolo 3 - Comma 1 - Lettera b) - DECRETO MINISTERIALE del 28 dicembre 2012

Possono accedere all'incentivo le Amministrazioni Pubbliche e Soggetti Privati anche tramite una ESCO, che in quest'ultimo caso sarà il Soggetto Responsabile.

Criteri di ammissibilità Allegato 2 - DECRETO MINISTERIALE del 28 dicembre 2012

Affichè si possa accedere all'incentivo, l'intervento dovrà garantire i seguenti requisiti:

  • l’installazione deve sostituire parzialmente o integralmente l’impianto di climatizzazione invernale già presente nell’edificio. La sostituzione parziale è ammessa solo nel caso di un impianto pre-esistente dotato di più generatori di calore;
  • è richiesta l’installazione su tutti i corpi scaldanti di elementi di regolazione di tipo modulante agente sulla portata, tipo valvole termostatiche a bassa inerzia termica. Sono esclusi da questo obbligo gli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C, i locali in cui è presente una centralina di termoregolazione che agisce sull’intero impianto o parte di esso, nonché i termocamini e le stufe e gli impianti di produzione di calore a servizio di piccole reti di teleriscaldamento;
  • è richiesta la messa a punto e l’equilibratura del sistema di distribuzione e del sistema di regolazione e controllo, ove applicabile;
  • è richiesta l’installazione di efficaci sistemi di contabilizzazione individuale dell’energia termica utilizzata e conseguente ripartizioni delle spese, nel caso l’intervento riguardi un impianto centralizzato a servizio di molteplici unità immobiliari;
  • è richiesto il rispetto dei criteri e dei requisiti tecnici stabiliti dal provvedimento di cui all'articolo 290, comma 4, del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152, ed il rispetto dei requisiti riportatati di seguito per le singole tipologia di intervento oppure i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, se presenti. Il rispetto dei requisiti energetici ed emissivi stabiliti dal provvedimento di cui all’articolo 290, comma 4, del D.Lgs. 152/06, deve essere certificato mediante l’acquisizione, da parte del produttore, della classificazione prevista dal provvedimento stesso. Nelle more della applicazione dell’articolo 290, comma 4, del D.Lgs. 152/06, e per i generatori di calore che non rientrano nel campo di applicazione del citato provvedimento, si richiede comunque il rispetto dei requisiti riportatati di seguito per le singole tipologia di intervento oppure i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, se presenti.
  • ai fini del rilascio dell’incentivo, per le annualità successive il Soggetto Responsabile deve effettuare una manutenzione almeno biennale del generatore di calore e della canna fumaria effettuata da personale qualificato in conformità all’articolo 15 del D.Lgs. 28/11.

Caldaie a biomassa di potenza termica nominale inferiore o uguale a 500 kWt

  • certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 303-5 classe 5;
  • rendimento termico utile (%) non inferiore a:
  • 87+log(PN) dove PN è la potenza nominale dell’apparecchio;
  • emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nella tabella seguente, come certificate da un organismo accreditato e calcolate secondo i metodi di misura riportati nelle norme indicate nella tabella successiva; 

l particolato primario PPBT deve essere determinato mediante un metodo di campionamento definito in una norma tecnica UNI applicabile ai generatori di calore, in alternativa si veda calcolo del PPBT

Caldaie a biomassa di potenza termica nominale superiore a 500 kWt e inferiore o uguale a 1000 kWt

  • rendimento termico utile non inferiore all'89% attestato da una dichiarazione del produttore del generatore nella quale deve essere indicato il tipo di combustibile utilizzato;
  • emissioni in atmosfera non superiori a quanto nella riportato tabella seguente, come certificate da un laboratorio accreditato secondo la norma UNI EN ISO/IEC 17025 misurate in sede di impianto;

 

l particolato primario PPBT deve essere determinato mediante un metodo di campionamento definito in una norma tecnica UNI applicabile ai generatori di calore, in alternativa si veda calcolo del PPBT

Stufe e termocamini a pellets

  • certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 14785;
  • rendimento termico utile maggiore dell’85%;
  • emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nella tabella seguente, come certificate da un organismo accreditato e calcolate secondo i metodi di misura riportati nelle norme indicate in tabella;

l particolato primario PPBT deve essere determinato mediante un metodo di campionamento definito in una norma tecnica UNI applicabile ai generatori di calore, in alternativa si veda calcolo del PPBT

Criteri di ammissibilità per termocamini a legna

  • siano installati esclusivamente in sostituzione di camini aperti;
  • certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 13229;
  • rendimento termico utile maggiore dell’85%;
  • emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nella tabella seguente, come certificate da un organismo accreditato e calcolate secondo i metodi di misura riportati nelle norme indicate in tabella;

l particolato primario PPBT deve essere determinato mediante un metodo di campionamento definito in una norma tecnica UNI applicabile ai generatori di calore, in alternativa si veda calcolo del PPBT

Stufe a legna

  • certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 13240;
  • rendimento termico utile maggiore dell’85%;
  • emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nella tabella seguente, come certificate da un organismo accreditato e calcolate secondo i metodi di misura riportati nelle norme indicate in tabella;

l particolato primario PPBT deve essere determinato mediante un metodo di campionamento definito in una norma tecnica UNI applicabile ai generatori di calore, in alternativa si veda calcolo del PPBT

Biomasse ammesse

Per i casi in cui è previsto l’impiego di diverse biomasse combustibili, queste devono comunque essere tra quelle elencate dal D.Lgs. 152/06 e s.m.i., Parte quinta, Allegato X, parte II, Sezione 4 e riportate di seguito:

  • materiale vegetale prodotto da: coltivazioni dedicate - trattamento esclusivamente meccanico, lavaggio con acqua o essiccazione di coltivazioni agricole non dedicate - interventi selvicolturali, manutenzione forestale e potatura - lavorazione esclusivamente meccanica e dal trattamento con aria, vapore o acqua anche surriscaldata di legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, chips, refili e tondelli di legno vergine, granulati e cascami di legno vergine, granulati e cascami di sughero vergine, tondelli, non contaminati da inquinanti - trattamento esclusivamente meccanico, lavaggio con acqua o essiccazione di prodotti agricoli;
  • sansa di oliva disoleata avente le caratteristiche riportate nella tabella seguente, ottenuta dal trattamento delle sanse vergini con n-esano per l'estrazione dell'olio di sansa destinato all'alimentazione umana, e da successivo trattamento termico, purché i predetti trattamenti siano effettuati all'interno del medesimo impianto; tali requisiti, nel caso di impiego del prodotto al di fuori dell'impianto stesso di produzione, devono risultare da un sistema di identificazione conforme a quanto stabilito dallo stesso D.Lgs. 152/06 e s.m.i.;

  • liquor nero ottenuto nelle cartiere dalle operazioni di lisciviazione del legno e sottoposto ad evaporazione al fine di incrementarne il residuo solido, purché la produzione, il trattamento e la successiva combustione siano effettuate nella medesima cartiera e purché l'utilizzo di tale prodotto costituisca una misura per la riduzione delle emissioni e per il risparmio energetico individuata nell'autorizzazione integrata ambientale.

La biomassa impiegata come combustibile, può essere autoprodotta a condizione che il Soggetto Responsabile appartenga ad una delle seguenti categorie:

  • imprenditore agricolo professionale (IAP);
  • conduttore di boschi o terreni agricoli (in proprietà, affitto o usufrutto);
  • impresa nel settore boschivo iscritta negli elenchi regionali/provinciali (provvista di patentino forestale);
  • assegnatario di uso civico di legnatico.

 

Spese ammissibili Articolo 5 - Comma 1 - Lettere a) - DECRETO MINISTERIALE del 28 dicembre 2012

Per questi interventi concorrono alla determinazione delle spese, riportate nelle fatture attestanti e ammissibili ai fini dell’incentivo, quelle di seguito elencate, comprensive di IVA, dove essa costituisca un costo:

  • smontaggio e dismissione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente, parziale o totale;
  • fornitura e posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, dei sistemi di contabilizzazione individuale;
  • opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione, a regola d’arte, dell’impianto di climatizzazione invernale preesistente;
  • interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell’acqua, sui dispositivi di controllo e regolazione, sui sistemi di emissione;
  • prestazioni professionali connesse alla realizzazione dell’intervento.

Calcolo dell'incentivo Allegato 2 - DECRETO MINISTERIALE del 28 dicembre 2012

Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti utilizzanti caldaie a biomassa l'incentivo è calcolato secondo la seguente formula:

  • Ia tot [€/anno]: incentivo totale annuo;
  • Pn [kWt]: potenza termica nominale dell'impianto;
  • hr: ore di utilizzo stimate in relazione alla zona climatica come indicato nella tabella seguente;
  • Ci [€/kWht]: coefficiente di valorizzazione dell'energia termica prodotta come riportato nella tabella seguente;
  • Ce: coefficiente premiante in relazione alle emissioni di polveri e alla tipologia di intervento.

Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti utilizzanti termocamini e stufe l'incentivo è calcolato secondo la seguente formula:

  • Ia tot [€/anno]: incentivo totale annuo;
  • Pn [kWt]: potenza termica nominale dell'impianto;
  • hr: ore di utilizzo stimate in relazione alla zona climatica come indicato nella tabella sopra riportata;
  • Ci [€/kWht]: coefficiente di valorizzazione dell'energia termica prodotta come riportato nella tabella seguente;
  • Ce: coefficiente premiante in relazione alle emissioni di polveri e alla tipologia di intervento.

Durata dell'incentivo Articolo 6 - DECRETO MINISTERIALE del 28 dicembre 2012

L'incentivo totale viene ripartito e corrisposto in 5 rate annuali costanti.

Documentazione da allegare alla richiesta di accesso all’incentivo Articolo 7 - Comma 6 - DECRETO MINISTERIALE del 28 dicembre 2012 e REGOLE APPLICATIVE del 9 aprile 2013

Una copia della documentazione sotto elencata, in formato elettronico PDF, deve essere caricata sul "Portaltermico" all’atto della richiesta dell'incentivo:

  • asseverazione di un tecnico abilitato che attesti il corretto e completo dimensionamento del generatore di calore e dei sottosistemi d’impianto sostituiti e il rispetto dei requisiti minimi richiesti negli allegati del Decreto e l’esecuzione dell’intervento nel rispetto delle pertinenti normative e che riporti la data di effettiva conclusione dell’intervento ai fini dell’applicazione dell’art. 7, comma 2 del Decreto; tale asseverazione può essere compresa nell’ambito di quella resa dal direttore lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate, obbligatoria ai sensi dell’art. 8, comma 2 del D.Lgs. 192/05;
  • nel caso di installazione di generatori di calore a biomassa aventi potenza termica nominale inferiore o uguale a 35 kWt, in alternativa all’asseverazione, questa può essere sostituita da una dichiarazione del Soggetto Responsabile corredata da una certificazione dei produttori dei componenti impiegati che attesti il rispetto dei requisiti minimi richiesti dal Decreto. In tale documento deve essere riportata la data di effettiva di conclusione dell’intervento;
  • nel caso di installazione di generatori di calore a biomassa aventi potenza termica nominale maggiore o uguale a 100 kW, relazione tecnica di progetto, timbrata e firmata dal progettista, corredata degli schemi funzionali d’impianto;
  • documentazione fotografica attestante l’intervento, raccolta in documento elettronico in formato PDF con un numero minimo di 8 foto riportanti:
    • le targhe dei generatori sostituiti e installati;
    • i generatori sostituiti e installati;
    • la centrale termica, o il locale di installazione, ante-operam (presente il generatore sostituito) e post-operam (presente il generatore installato);
    • le valvole termostatiche o del sistema di regolazione modulante della portata;
    • vista d’insieme del sistema di accumulo termico installato in conformità a quanto riportato nell’allegato II del Decreto, dove previsto.
  • delega del Soggetto Responsabile al Soggetto Delegato, solo nel caso in cui il Soggetto Responsabile operi per l’accesso all’incentivo attraverso un proprio delegato;
  • copia dell’accordo contrattuale, nel caso in cui il Soggetto Responsabile sia una ESCO che opera per una Pubblica Amministrazione, recante l’eventuale avvenuto finanziamento tramite terzi o copia del contratto di rendimento energetico ovvero di servizio energia, in cui si evincano in maniera dettagliata le spese (di cui all’art. 5 del Decreto), sostenute dalla ESCO per gli interventi oggetto di incentivo;
  • fatture e bonifici

Documentazione da conservare Articolo 7 - Comma 6 - DECRETO MINISTERIALE del 28 dicembre 2012 e REGOLE APPLICATIVE del 9 aprile 2013

La documentazione sotto elencata va conservata in originale a cura del Soggetto Responsabile per tutta la durata dell’incentivo e per i restanti 5 anni successivi all’erogazione dell’ultimo importo; il GSE potrà richiederne copia in qualsiasi momento e la stessa documentazione dovrà essere mostrata in originale in caso di verifica in situ:

  • originali della documentazione caricata sul "Portaltermico";
  • certificato del corretto smaltimento del generatore di calore sostituito o un documento analogo attestante che il generatore è stato consegnato a un apposito centro per lo smaltimento; in alternativa, evidenza, nella fattura del fornitore del nuovo generatore, comprovante il ritiro e lo smaltimento del generatore di calore sostituito, oppure apposita fattura comprovante il ritiro e lo smaltimento da parte di operatori professionali; nel caso in cui l’intervento di sostituzione del generatore di calore riguardi un camino aperto, in luogo del certificato di smaltimento il soggetto responsabile dovrà chiudere in via definitiva la canna fumaria del camino e la foto attestante la chiusura permanente della canna fumaria deve essere inclusa nella documentazione fotografica.
  • dichiarazione di conformità dell’impianto, ove prevista, ai sensi del DM 37/08
  • libretto di centrale/d’impianto, come previsto da legislazione vigente;
  • nel caso di installazione di un generatore di calore a biomassa avente potenza termica nominale maggiore o uguale a 35 kWt e inferiore a 100 kWt, relazione tecnica di progetto, timbrata e firmata dal progettista, corredata degli schemi funzionali;
  • pertinente titolo autorizzativo e/o abilitativo, ove previsto dalla vigente legislazione/normativa nazionale e locale;
  • certificati di manutenzione relativi al generatore di calore ed alla canna fumaria;
  • schede tecniche dei componenti o delle apparecchiature installate come fornite dal produttore, che attestino i requisiti minimi richiesti dal Conto Termico, e dei sistemi di termoregolazione o valvole termostatiche, se di nuova installazione e se applicabili;
  • certificazione rilasciata da un organismo accreditato Per le caldaie a biomassa di potenza termica nominale superiore a 500 kW e inferiore o uguale a 1000 kW, dichiarazione del produttore del generatore attestante il rendimento termico utile, con indicato il tipo di combustibile utilizzato; stante la non applicabilità, della norma UNI EN 303-5:2012 classe 5 (valida fino alla potenza di 500 kW), e nelle more di una norma che estenda modalità di misura fino alla potenza di 1000 kW, la dichiarazione dovrà riportare i risultati delle prove effettuate da un laboratorio sulla base delle modalità di misura riconosciute in altri paesi europei. attestante il rispetto dei livelli emissivi riportati nei criteri di ammissibilità, tale certificazione può rientrare tra le seguenti:
    • per le caldaie a biomassa di potenza termica nominale inferiore e 500 kWt, certificazione rilasciata da un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 303-5:2012 classe 5;
    • per le caldaie a biomassa di potenza termica nominale superiore a 500 kW e inferiore o uguale a 1000 kW, dichiarazione del produttore del generatore attestante il rendimento termico utile, con indicato il tipo di combustibile utilizzato Stante la non applicabilità, della norma UNI EN 303-5:2012 classe 5 (valida fino alla potenza di 500 kW), e nelle more di una norma che estenda modalità di misura fino alla potenza di 1000 kW, la dichiarazione dovrà riportare i risultati delle prove effettuate da un laboratorio sulla base delle modalità di misura riconosciute in altri paesi europei;
    • per gli apparecchi a biomassa (stufe e termocamini), certificazione rilasciata da un organismo accreditato che attesti la conformità alla normativa di prodotto applicabile al generatore di calore oggetto di intervento;
  • qualora come combustibile sia utilizzata la sansa esausta disoleata documenti di accompagnamento della biomassa impiegata;
  • nel caso in cui il Soggetto Responsabile sia:
    • un’azienda agricola, idonea documentazione attestante il rilascio da parte dell’Amministrazione competente della qualifica di IAP (Imprenditore Agricolo Professionale), ovvero visura catastale dell’edificio oggetto di intervento dalla quale si evinca l’attribuzione del requisito di ruralità;
    • proprietario, affittuario o usufruttuario, di boschi o terreni agricoli, idonea documentazione che attesti la proprietà (visura catastale) o il diritto reale di godimento (contratto di locazione o accordo di usufrutto);
    • titolare di impresa nel settore boschivo, idonea documentazione che attesti l’iscrizione negli elenchi regionali/provinciali (es. patentino forestale)
    • assegnatario di uso civico di legnatico, idonea documentazione che attesti il diritto al beneficio di una proprietà collettiva o di un diritto pubblico consistente nell’assegnazione annua di biomassa.
  • fatture relative all’acquisto delle biomasse finalizzate all’alimentazione degli impianti incentivati, ad esclusione di quelle autoprodotte, attestanti un consumo di combustibile congruo con la producibilità attesa del generatore nella zona climatica di installazione; con riferimento al pellet certificato, documentazione fiscale comprovante l’acquisto e riportante, al fine di attestarne la conformità alla norma UNI EN 14961-2 classe A1 o A2, l’evidenza della classe A1 o A2 e il codice di identificazione del produttore e/o distributore rilasciato dall’organismo di certificazione, oppure l’evidenza della classe A1 o A2 e il codice di identificazione del rapporto di prova rilasciato al produttore o al distributore da

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